La barriera corallina perde i colori

La barriera corallina perde i colori

I colori sgargianti e allegri che da sempre caratterizzano le barriere coralline, rendendole uno degli ambienti più belli e affascinanti del pianeta, stanno rapidamente spegnendosi. La scioccante notizia è stata diffusa da un oceanologo, Karl Fellenius, che lavora per l’università delle Hawaii. Questi ha lanciato l’allarme perché ha rilevato che la perdita di colore che sta interessando i coralli situati nell’area del Pacifico settentrionale, è un fenomeno piuttosto ampio, che si sta espandendo anche a velocità alquanto sostenuta.

La causa dello “sbiancamento” della barriera corallina sta nel riscaldamento delle acque marine dovuto all’effetto serra e alle eccessive emissioni di gas nell’ambiente. Fellenius ha osservato che, al momento, la zona maggiormente colpita da questo preoccupante fenomeno, è quella che abbraccia le isole Marshall, in Oceania, e lo studioso, in merito alla drastica riduzione dei colori dei coralli nel Pacifico settentrionale, ha parlato di situazione “peggiore mai registrata” fino ad ora.

A conferma delle allarmanti dichiarazioni rilasciate dall’oceanologo Fellenius, sono giunte anche le parole di C.Mark Eakin, responsabile della sorveglianza delle barriere coralline per l’Agenzia nazionale americana Oceanica e Atmosferica (Noaa), il quale ha sottolineato come questo triste fenomeno di “scolorimento” dei coralli si stia espandendo lungo tutto il Pacifico settentrionale. Di solito, le barriere coralline perdono di colore quando c’è poca acqua, quindi se ci sono basse maree o forte caldo, ma sempre a profondità piuttosto contenute. Il caso osservato da Fellenius, invece, non solo è situato nel cuore delle barriere, ma è anche molto avanzato e, di conseguenza, si tratta di un fenomeno “innaturale”, causato da agenti esterni.

Gli agenti esterni sono le continue emissioni di gas e l’effetto serra che stanno innalzando le temperature degli oceani, danneggiando e distruggendo gli ecosistemi che ci sono in essi, tra cui le barriere coralline. In media, le acque marine hanno avuto un aumento di circa mezzo grado rispetto a quanto dovrebbe essere normalmente la temperatura, e siamo di fronte ad un innalzamento che non si può definire di poco conto. Durante la conferenza sull’ambiente che si è tenuta ad inizio dicembre a Lima, in Perù, l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) è intervenuta proprio per riferire che, considerando le temperature della terra e del mare raccolte tra gennaio e ottobre, il 2014 si appresta a passare alla storia come l’anno più caldo dal 1880 ad oggi. Il riscaldamento globale continua ad avere effetti devastanti sul nostro ambiente.

Francesco Matino