Secondo i dati Eurostat, le donne guadagnano il 16% in meno degli uomini e sono lontane da ruoli di vertice.

Aumenta gap sul lavoro tra uomini e donne

Aumenta gap sul lavoro tra uomini e donne

Si parla tanto di parità tra uomini e donne ma, purtroppo, i numeri inchiodano l’Europa alle sue responsabilità. Secondo una relazione stilata da Eurostat, le lavoratrici guadagnano circa il 16.4% in meno rispetto agli uomini. Un dato piuttosto eclatante se si pensa che, su un totale del 46% di donne impiegate, la stragrande maggioranza non trova spazio in ruoli dirigenziali. Invece, se facciamo riferimento al settore dei servizi e delle vendite, la percentuale aumenta sensibilmente e si assesta intorno al 60%.

I Paesi che hanno un numero ridotto di alti funzionari femminili sono il Lussemburgo, Cipro e l’Olanda, mentre si segnalano per una maggiore apertura verso le “quote rosa” in ambito dirigenziale, l’Ungheria, la Lettonia e la Polonia. In Italia, invece, abbiamo circa il 28% delle donne inserite in ruoli manageriali e di comando. Il lasso di tempo analizzato da Eurostat per stilare questa statistica è quello che va dal 2008 al 2013, dunque, periodo clou della crisi economica.

Tra gli Stati più virtuosi in materia di occupazione femminile, troviamo Polonia, Lituania e Repubblica Ceca. Al vertice di questa speciale classifica c’è la Slovenia che presenta un gap di appena il 3.2% tra i salari di uomini e donne. Incredibile ma vero: la Germania, la “locomotiva d’Europa”, è fanalino di coda con una distanza del 21.6% tra stipendi maschili e femminili. E l’Italia come si sta comportando? Sta garantendo maggiore spazio alle donne nel mondo del lavoro?

Il Belpaese riesce a mantenere la sua percentuale al di sotto del 10%, un dato positivo se guardiamo alla situazione di altri Paesi europei. Tuttavia, invece di ridursi, il gap occupazionale tra mondo femminile e maschile sta aumentando. Attualmente, infatti, siamo al 7.3% con una crescita del divario di 2.4 punti percentuali rispetto all’ultimo rilevamento. Dunque, anche per le lavoratrici italiane la situazione è tutt’altro che rosea.

L’Unione Europea si è posta come obiettivo quello di portare al 75% la quota di donne comprese fra i 24 e i 64 anni inserite nel mondo del lavoro, ma i dati attuali che parlano di un tasso di occupazione femminile al 62.6% e di un gap salariale in crescita, rendono molto difficile il raggiungimento di questo obiettivo nel breve volgere di cinque anni.

Francesco Matino