composti+chimici+da+evitareCreatore del Biodizionario, il chimico Fabrizio Zago passa in rassegna gli ingredienti contenuti nei prodotti di uso quotidiano.

Non esiste a livello europeo un regolamento che stabilisce gli standard per i cosmetici bio, così  come accade per gli alimenti e alcuni prodotti trasformati.

In attesa di questo regolamento, Fabrizio Zago, chimico industriale, consulente Ecolabel e creatore del Biodizionario, passa in rassegna con l’Adnkronos i prodotti cosmetici di uso quotidiano, e le sostanze in essi contenute, ritenuti secondo alcuni studi dannosi per l’ambiente o la salute umana. Per chi ha difficoltà a orientarsi tra tanti marchi e regolamenti, la cosa più semplice è forse verificare l’assenza degli ingredienti più pericolosi nei cosmetici convenzionali e che invece tutti i disciplinari di bio ecocosmesi vietano.

Nel mirino degli ambientalisti ci sono le microparticelle in plastica contenute in alcuni esfolianti per il viso, dentifrici e altri prodotti per l’igiene personale e considerate pericolose per l’ambiente, in particolare per l’inquinamento dei corsi d’acqua. Tanto che alcuni Stati americani ne stanno valutando la messa al bando. “E’ vero che negli Usa si è prevista la loro messa al bando ma sono molto usati in Europa“, conferma Zago. “Il motivo è semplice – continua – si tratta di microparticelle di plastica, quindi di un materiale non biodegradabile che permane nell’ambiente per moltissimo tempo”.

Zago fa chiarezza anche su altro composto molto usato nei cosmetici: lo Sles, acronimo per Sodium Laureth Sulfate. “E’ un tensioattivo, sostanza lavante, dal costo molto basso, che rappresenta la ‘base’ per moltissimi cosmetici da risciacquo: shampoo, bagno schiuma, gel doccia, sapone mani, ecc… Questa sostanza è stata, secondo me ingiustamente, demonizzata e accusata di provocare malattie gravissime. Il problema, se è un problema, si cela sotto la desinenza ‘th’. Quando c’è il ‘th’ vuol dire che all’alcol grasso, in questo caso l’alcol laurilico, da cocco, è stato aggiunto dell’ossido di etilene. Questa sostanza è di esclusiva derivazione petrolifera e il consumo di fonti fossili è un problema di per sé”, rimarca l’esperto.

Anche i prodotti solari, utilizzati soprattutto in estate, sono considerate pericolose per l’ambiente. “L’Università di Ancona ha fatto degli studi interessantissimi che dimostrano l’avvelenamento della barriera corallina a causa dei filtri solari. Tra le sostanze maggiormente pericolose per i coralli ci sono: ethylhexyl methoxycinnamate, benzophenone-3, 4-methylbenzylidene camphor e parabeni, spiega Zago.

Biodizionario (1)Un’altra sostanza presente in numerosi i prodotti è il triclosan, ingrediente molto discusso e al centro di numerosi studi. Secondo l’Alliance for the Prudent Use of Antibiotics della Tufts University, questa sostanza è stata trovata in fiumi, torrenti e fanghi di depurazione. “Il triclosan, nome chimico 5-Chloro-2-(2/4-dichlorophenoxy)phenol, è un potentissimo battericida. Il suo impiego garantisce un’azione disinfettante efficace – spiega Zago – Ma è anche sottoposto a numerose critiche perché incluso nelle liste dei potenziali disturbatori endocrini. Molti studi scientifici vanno oltre. L’università di Grenoble ha recentemente eseguito uno studio su bambini nati da madri che facevano uso di prodotti a base di triclosan e altre che non lo usavano. I bimbi delle primi madri mostravano una circonferenza cranica minore rispetto ai bambini nati dalle seconde“.

Tutte queste sostanze rendono morbidi, soffici e spalmabili le creme, ma sono poco biodegradabili e accusate di occludere i pori della pelle, ponendo le basi per irritazioni e sensibilizzazione. Una recente proposta di legge (a firma del presidente della Commissione Ambiente Ermete Realacci ed elaborata in collaborazione con Skineco, ndr) potrà risolvere questa mancanza grave della norma europea e servire d’esempio e da stimolo per gli altri Paesi della Ue.

Alternative ‘verdi’ alle sostanze di sintesi chimica presenti nei cosmetici e nei prodotti per l’igiene personale: la chimica ‘green’ sarà uno dei temi principali del prossimo Summit della Cosmesi Sostenibile in programma a New York, dal 14 al 16 maggio.

Carmela Internicola