Una ricerca condotta da un’Università statunitense ha dimostrato che molte bioplastiche sono prodotte con materiali inquinanti.

Finta plastica biodegradabile

Finta plastica biodegradabile

Le plastiche biodegradabili sono molto utili per l’ambiente perché composte da materiali vegetali che si decompongono in pochi mesi. Tuttavia, una recente ricerca dell’Università del Michigan, negli Stati Uniti, sta gettando non poche ombre sulla reale composizione di molti materiali che, spacciati per bioplastici, in realtà non lo sono. I risultati della ricerca, durata 3 anni, sono a dir poco sconcertanti.

Quando parliamo di bioplastiche dobbiamo fare una distinzione tra biopolimeri e polimeri additivati. Nel primo caso abbiamo del materiale che realmente si dissolve nell’ambiente in

poco tempo senza inquinare, poiché deriva da materie prime vegetali. Invece, nel secondo caso, cioè quando ci sono polimeri additivati, la situazione cambia radicalmente. Le aziende spesso presentano i loro prodotti realizzati con questo materiale come biodegradabili. In realtà, i polimeri tradizionali vengono trattati con additivi chimici per fare in modo che la plastica si assorba in pochi anni, ma i ricercatori statunitensi hanno dimostrato che non è affatto così.

Lo studio scientifico eseguito dall’Environmental Science and Technology si è basato su 5 additivi utilizzati per rendere più “ecologica” la plastica. Sono stati effettuati tre esperimenti diversi: una situazione anaerobica – poco ossigeno – che ricalca quanto accade nei rifiuti che si trovano sul fondo delle discariche; una aerobica – con presenza di ossigeno – che troviamo nel compostaggio e, infine, una semplice attività di seppellimento del materiale plastico. Dopo 3 anni di approfondimenti scientifici, gli esperti si sono resi conto che la plastica “pseudo-biodegradabile” non dava alcun risultato positivo per l’ambiente. Rafael Auras, uno dei coordinatori della ricerca, ha puntato il dito contro quelle aziende che spacciano e pubblicizzano il loro materiale plastico come ecologico mentre, nella realtà dei fatti: “ questo non è avvenuto”.

I clamorosi risultati di questa ricerca pongono dei dubbi e degli interrogativi piuttosto inquietanti per la salute del nostro pianeta. Infatti, se è vero che le bioplastiche sono una grande opportunità per la tutela dell’ambiente, è anche vero che quasi sempre vengono gettate nei cassonetti in cui si trovano anche quelle plastiche trattate con additivi che non si dissolvono affatto in pochi mesi provocando, di conseguenza, un errato smaltimento dei prodotti biodegradabili e di materiali che avrebbero potuto essere recuperati e reinseriti nell’ambiente.

Francesco Matino