Ogni anno, nella città di Yulin, per salutare l’arrivo dell’estate, viene organizzato il Festival della carne di cane. L’opinione pubblica mondiale si mobilita per fermare questa strage d’innocenti.

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Festival carne di cane

Occhi imploranti ti guardano, a migliaia, dalle sbarre di piccole celle in cui vengono stipati, in attesa di una dolorosa fine. Una condanna a morte senza un perché, quella che ogni anno, in Cina si abbatte sui cani che vengono catturati e imprigionati brutalmente, uno sull’altro, senza possibilità di muoversi o di abbaiare al mondo che l’inferno si trova qui, a Yulin, nella Regione autonoma di Guangxi Zhuang. Presto, queste povere bestiole innocenti, chiuderanno per sempre i loro occhi imploranti, uccisi e macellati per diventare carne da banchetto nel Festival della carne di cane, una pratica barbara con la quale i cinesi salutano l’arrivo dell’estate, la stagione del sole e della vita, celebrata con il massacro di 10.000 vittime innocenti.

Festival della carne di cane: il mondo prova a fermare la Cina

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#StopYulin2015

La “strage degli innocenti” andrà in scena il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, ma l’opinione pubblica globale, stanca di quest’inutile carneficina che ogni anno viene perpetrata a Yulin, si sta muovendo con decisione per salvare la vita a cani di tutte le taglie, le età e le razze che in questo momento vivono in uno stato pietoso e che presto andranno incontro ad un’orribile morte. In Cina, mangiare carne di cane non è un reato, ma lo Yulin festival da qualche anno è al centro di discussioni e polemiche, perché molti cittadini cinesi ritengono si tratti di una sagra della “brutalità” per niente indispensabile per festeggiare l’ingresso della bella stagione. Sui social media della Repubblica Popolare Cinese, in molti stanno protestando affinché si ponga fine a questa barbarie che non dà lustro al loro Paese e stanno pubblicando foto dei loro amici a quattro zampe in segno di protesta. Non mancano le voci di sostegno al Festival della carne di cane, soprattutto da parte di chi pretende che le tradizioni della città della Cina meridionale vadano rispettate, anche se ciò vuol dire far scorrere il sangue di migliaia di bestiole innocenti.

Quest’anno, numerose associazioni animaliste sono scese in campo per dire #StopYulin2015, un hashtag che sta raccogliendo migliaia e migliaia di adesioni da tutto il mondo, in particolare da Inghilterra, Australia e Stati Uniti. E gli statunitensi sono in prima fila per porre fine al macello dei cani, con il gruppo Duo Duo che ha lanciato una petizione online su change.org, per ottenere finalmente la chiusura di questa orribile festa. Al momento, la petizione ha raccolto più di 200.000 firme, mentre su YouTube la campagna di sensibilizzazione è arrivata a 130.000 visualizzazioni. Gli attivisti, in questi giorni, stanno ricordando anche come il Festival della carne di cane possa risultare pericoloso per la salute della popolazione cinese. Infatti, gli animali che vengono catturati non sono per niente controllati e vivono in condizioni inaccettabili, per questo motivo potrebbero essere malati e la loro carne infetta.

L’Italia si unisce a #StopYulin2015, la lettera della Lav

Il nostro Paese si sta segnalando per una serie di iniziative a sostegno della campagna contro il massacro di Yulin che dovrebbe avvenire il prossimo 21 giugno. Soprattutto la Lav (Lega Anti Vivisezione), sta lottando per fermare la barbarie cinese. Con una lettera inviata all’ambasciatore della Repubblica cinese a Roma, l’organizzazione animalista ha chiesto ufficialmente la chiusura del Festival della carne di cane, ricordando come non sia tollerabile, per una semplice tradizione culinaria, proseguire nell’uccisione senza quartiere dei cani. Per questo motivo, la Lav, oltre a chiedere la cancellazione della macabra sagra della Regione di Guangxi, com’è già accaduto per la città di Jinghua, dove nel 2011 una “festa” simile è stata proibita, ha anche avanzato richiesta affinché l’ambasciatore si rivolga alle autorità cinesi, chiedendo la sospensione del consumo di carne canina, com’è già accaduto nelle Filippine, in Taiwan, a Hong Kong e a Singapore. Fermiamo questo scempio, non uccidiamo i migliori amici dell’uomo.

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