Presentato il Rapporto dell’Agenzia Irena

 

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Fonti rinnovabili

Che le energie rinnovabili potessero essere un antidoto alla crisi occupazionale che affligge il XXI secolo, senza limiti geografici, è per molti una certezza. Lo hanno sperimentato nel migliore dei modi, con risultati eccellenti la Cina, il Brasile e gli Stati Uniti, dove l’occupazione nell’industria delle rinnovabili, in un anno, è aumentata del 18 per cento. Tradotto in termini significativi vuol dire: oltre  un milione di posti di lavoro in più.

A renderlo noto è l’Irena, Agenzia Internazionale dell’Energia Rinnovabile, attraverso il Rapporto annuale “Renewable Energy and job – Annual Review 2015”. Secondo il Rapporto, nel 2014 sono stati 7,7 milioni i poti di lavoro assicurati, grazie alle energie verdi.«L’energia rinnovabile continua ad affermarsi come uno dei principali datori di lavoro a livello mondiale –ha affermato il Direttore generale di Irena, Adnan Z. Amin – generando forti vantaggi economici e sociali a livello mondiale. Questo aumento è dovuto anche, in parte, al calo dei costi delle tecnologie».

Il solare si conferma la regina delle rinnovabili con 2,5 milioni di occupati, seguita dall’industria dei biocarburanti liquidi con 1,8 milioni di posti i lavoro. E, per la prima volta nel mondo, l’eolico ha superato il milione di lavoratori.

La Cina è senz’altro il Paese che ha saputo far meglio a riguardo, con 3,4 milioni di occupati. Anche Indonesia, Giappone, Bangladesh e Colombia hanno saputo far bene. Mentre L’Europa segna il passo facendo registrare un calo del 6 per cento. Tuttavia, la Germania è leader nel Vecchio Continente con 371.400 occupati.

Secondo Irena, se si continuasse a investire sulle energie rinnovabili , entro il 2030 i posti di lavoro supererebbero i 16 milioni.

Brunella Savarese