L’ex OPG Je so’ pazzo! di Materdei: un buon riutilizzo dello spazio pubblico abbandonato.

opgL’ex OPG Je so pazzo! nel cuore del quartiere Materdei a Napoli, festeggia i primi tre mesi di attività.

L’occupazione, avvenuta il 2 marzo, per opera di ragazzi e lavoratori di vari collettivi cittadini, salva la struttura dal degrado cui era stata abbandonata dal 2008.
Per un’interessante coincidenza, l’occupazione della struttura accade proprio nello stesso mese in cui si arriva, dopo anni di rinvii, alla definitiva chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, fissata al 31 marzo 2015.

Je so’ pazzo! è oggi un luogo dove si respirano speranza e opportunità:
“Laddove hanno regnato solo oppressione, autorità e reclusione, vogliamo creare spazi di condivisione, socialità e libertà per venirci in soccorso e riprendere coraggio.” – raccontano i ragazzi che in questi mesi hanno duramente lavorato, ripulendogli spazi della struttura dopo 15 anni di abbandono e incuria.

Sotto la polvere e le erbacce si nascondevano due chiostri e un campo da calcio che oggi ospitano attività ricreative e sociali per tutti i gusti e tutte le età.

Ai piani superiori invece restano intatte le celle di reclusione, come indelebile testimonianza dell’originario utilizzo della struttura, mentre quello che un tempo era il parlatorio è oggi un’aula studio. I cortili dell’ora d’aria poi sono oggi abbelliti da murales e graffiti e ospitano feste e concerti, invece nel vecchio teatro, completamente danneggiato, stanno per partire i lavori di rimessa in sesto.

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Il campo sportivo

Mostre, conferenze, tornei sportivi, laboratori teatrali e artistici sono solo alcune delle attività che si possono svolgere all’Ex OPG. Lo scopo dichiarato è quello di coinvolgere la comunità tutta, in maniera trasversale, in un quartiere come Materdei,  dove spesso si sente la mancanza di servizi e infrastrutture. “Negli ultimi giorni abbiamo inaugurato il progetto “Campo Estivo” per i bambini del quartiere, accolto con entusiasmo dalle mamme”-  dichiarano i ragazzi, “mentre il mese scorso abbiamo ospitato uno spettacolo teatrale innovativo che univa danza, musica e videomapping: è stato un successo. Ci sembra bellissimo dare l’opportunità a tutti, anche a chi non ne ha gli strumenti, di avvicinarsi all’arte e alla cultura che spesso, come si sa, si pagano a caro prezzo e sono privilegio di un élite.”

Paradossale pensare che un posto come questo, nonostante il ruolo sociale che sta svolgendo, rischi di chiudere da un momento all’altro:
per quanto ben vista dalla stessa amministrazione comunale, un’occupazione è una situazione instabile e la mozione di sgombero è una spada di Damocle. Per il momento tutto procede tranquillo e tutti si augurano che possa durare il più a lungo possibile. “Andare via e lasciare di nuovo spazio al nulla, questa sarebbe la vera pazzia.”, concludono i ragazzi.

Un bell’esempio di riutilizzo dello spazio pubblico che, all’indomani dalla definitiva chiusura degli Opg, può servire da ispirazione.  Il tema è attualissimo e il dibattito aperto: il recupero degli immobili abbandonati e nello specifico il destino delle strutture che ospitavano gli Opg ormai chiusi, è un problema, ma forse anche un’opportunità, di rilevanza nazionale, che si deve smettere di ignorare.

Benedetta Ricci