Intervista esclusiva al comandate generale del Corpo Forestale dello Stato

cesare patrone

Cesare Patrone

“Papa Francesco ci ha donato un testo di portata straordinaria”. A parlare è il comandante generale del Corpo Forestale dello Stato,Cesare Patrone, che ha assistito alla presentazione, nell’Aula del
Sinodo, della seconda enciclica di Bergoglio “Laudato sì” sulla cura della casa comune.

Comandante che impressione le hanno fatto le parole del Papa?

Ho provato una grande emozione. Il Papa ha affermato in maniera chiara che esiste un nesso inscindibile tra il degrado ambientale e quello sociale; che il secondo influisce in maniera determinante sul primo e solo operando con i criteri del bene e del bello l’uomo continua l’opera della creazione. La terra è un bene comune, di tutti, da custodire e preservare. L’enciclica mette in discussione il modello iper-capitalista che pone al centro dell’attenzione solo la redditività e non considera che l’ambiente, oltre a produrre un vantaggio economico, ha anche una valenza diversa.

In che modo l’ambiente può creare valore?

Un bosco, ad esempio, oltre a produrre legname svolge un ruolo importante anche nell’ambito della difesa del suolo e della falda acquifera. Insomma il Papa ci ha offerto una visione organica della natura dalla quale non si può prescindere.

Come operatori dell’ambiente il ringraziamento del Papa vi ha in qualche modo ripagato dei tanti sacrifici che fate ogni giorno?

Certamente. La prospettiva usata dal Papa per affrontare la tematica degli scempi ambientali riassume il nostro punto di vista. Del resto come Corpo Forestale dello Stato da decenni sosteniamo che senza un
ambiente sano non c’è sviluppo. È necessario intensificare gli sforzi per salvare il pianeta prima che sia troppo tardi. Il nostro attuale ministro della Giustizia, quand’era titolare della delega all’Ambiente, ebbe modo di affermare che, laddove l’ambiente è degradato, vi è un deficit di democrazia. Ecco un motivo in più per lavorare quotidianamente in difesa del creato e dalla parte dei cittadini.

Carmine Alboretti