Marco Moroni, segretario generale Sapaf

Marco Moroni, segretario generale Sapaf

“Si fanno sempre più forti le voci di un possibile accorpamento del Corpo forestale dello Stato coi Carabinieri, nonostante siano una forza armata e una polizia militare. Risulta addirittura che in queste ore il capo del nostro Corpo, Cesare Patrone, stia trattando una sorta di ‘consegna’ dei forestali all’Arma dei carabinieri, in cambio evidentemente di ‘garanzie’ per il proprio futuro. Denunciamo pubblicamente questa assurda manovra e chiediamo al ministro Martina, troppo spesso assente e distante dai problemi del Corpo forestale, di svegliarsi dal torpore e di prendere immediatamente una netta, chiara e inequivocabile posizione a difesa delle donne e degli uomini in divisa che dipendono dal suo dicastero”. Lo afferma Marco Moroni, segretario generale del Sapaf, il maggior sindacato per numero di iscritti del Corpo forestale dello Stato.

“Tutto questo accade dietro le quinte – dice Moroni – mentre il ddl di riforma della pubblica amministrazione targato Madia sta procedendo nel suo iter alla Camera dei deputati, confermando la necessità di riorganizzazione delle funzioni di polizia ambientale e agroalimentare del Corpo forestale, che potrà essere eventualmente accorpato ad altra forza di polizia, mantenendo l’unitarietà operativa, i presidi territoriali ed i livelli di autonomia. Nel contempo sono stati dichiarati ammissibili, sempre nell’ambito del ddl Madia, alcuni emendamenti dell’on. Giachetti del Pd che prevedono il passaggio dell’Arma dei carabinieri dal ministero della Difesa al Viminale e la smilitarizzazione della Guardia di finanza. Vorremmo capire, come forestali, a che gioco stiamo giocando e quale futuro si immagina per l’apparato della sicurezza italiano. In questo delicato momento storico, sociale ed economico paghiamo la debolezza politica della nostra amministrazione guidata da Cesare Patrone, le cui fallimentari politiche di gestione sono sotto gli occhi di tutti e che adesso, a quanto pare, sta trattando una vera e propria ‘resa’ con i carabinieri”.