Il panorama che si apre davanti al Museo Hermann Nitsch a Napoli

Il museo Hermann Nitsch è una specie di tesoro sconosciuto, forse pure alla maggior parte dei napoletani. Si trova nel cuore del quartiere Avvocata, nel pieno centro storico di Napoli.

L’artista, considerato il maggiore esponente del movimento dell’ “azionismo viennese”,  ultimamente è nell’occhio del ciclone. Il prossimo 10 luglio, la sua mostra “Das Orgien Mysterien Theater.” (Il teatro delle Orge e dei Misteri) arriverà a Palermo, e l’idea che utilizzerà per le sue performance carcasse di animali ha messo seriamente in crisi le coscienze di tutti (leggi di più qui ). è giusto che un artista utilizzi per una rappresentazione scenica il cadavere di un essere vivente? È giusto contestare una libera scelta artistica? Quale è il limite tra arte e decenza? Quale quello tra censura e libertà d’espressione? Per rispondere anche solo in parte a queste domande abbiamo deciso di fare un salto al museo- laboratorio dell’artista.

Il museo e la collezione

Giungervi non è facile. Arrivati alla fine della ripida salita Pontecorvo le indicazioni, si perdono tra i panni stesi e il dedalo di strade e ,ad certo punto, inducono a girare verso una stradina molto stretta che sembra un vicolo cieco. Camminando tra bassi e viuzze  sembrerebbe impossibile trovarsi nei pressi di un museo ed in effetti ci si chiede: “ma ci sarà mai lo spazio qua attorno?”. E poi all’improvviso eccolo là, il museo: su una ampia terrazza, difronte ad un panorama mozzafiato, con il Vesuvio dritto in faccia, il campanile di Santa Chiara ad un tiro di schioppo e, ovviamente, il mare sullo sfondo.

Il museo Herman Nitsch, aperto nel 2008, fa parte della Fondazione Morra, e nasce dalla volontà dello stesso Peppe Morra, noto gallerista e amatore d’arte napoletano, di creare uno spazio completamente dedicato all’artista viennese, di cui è profondo ammiratore, ma soprattutto amico. Peppe Morra e Hermann Nitsch si sono infatti conosciuti intorno agli anni 70 in Germania.

La collezione contenuta nel museo è caratterizzata da installazioni che Nitsch in collaborazione con Peppe Morra dal 1974 ad oggi. Oltre alle opere pittoriche, in passato il museo ha ospitato le performance dell’artista, l’ultima risalente al 2010. Il museo ospita anche una Biblioteca-Mediateca di Arte contemporanea, un Dipartimento per il Cinema Indipendente ed un Centro per le arti Performative e Multimediali. Si tratta cioè di un vero e proprio polo d’attrazione sul territorio napoletano per l’arte contemporanea in tutte le sue declinazioni.

2014 - 2016 Hermann Nitsch Eccesso e sensualità Museo Nitsch Napoli ©A. Benestante (26)

L’opera dell’artista

L’opera di Nitsh affonda le sue radici nella cultura classica della tragedia greca e nella filosofia del primo novecento, tra Nietzsche e Freud. La sua arte è totale, e coinvolge tutti e cinque i sensi, dalla vista all’olfatto. lo scopo delle sue installazioni è quello di creare uno sconvolgimento emotivo e sensuale profondo. Nudità, sangue, carcasse animali sono gli strumenti attraverso i quali Nitsch punta a sconvolgere il subconscio dello spettatore, generarando un processo catartico che lo porti alla rinascita.

Il “sangue” e la violenza, d’altra parte, sono simboliche espressione di quel principio dionisiaco che fa parte della cultura umana dalla notte dei tempi e la tragedia greca, con le sue stessa cruente rappresentazioni, ne è una dimostrazione.

2014 - 2016 Hermann Nitsch Eccesso e sensualità Museo Nitsch Napoli ©A. Benestante (13)

Lo sdegno degli animalisti

A suscitare sdegno tra gli animalisti è proprio questa “esibizione” dei cadaveri animali. “Le carcasse Sono state acquistate da Nitsch quando erano già destinate al macello, vale a dire che gli animali erano già morti.”  Spiega Francesca Blandino, giovane collaboratrice del museo. “Il suo è un utilizzo consapevole, quanti abituali mangiatori di carne possono dire lo stesso degli animali che morti che mettono in tavola?”
Il giro del museo diventa un’interessante chiacchierata sull’ipocrisia tutta borghese che spesso colpisce l’arte in Italia: “ Oggigiorno siamo completamente assuefatti alla morte e alla violenza e la osserviamo indifferenti in televisione, sui giornali. Però se un artista mette scena la violenza in una rappresentazione finta, non va più bene. Le immagini che vediamo quotidianamente veicolate dai media poi, sono di gran lunga peggiori di quelle create da Nitsch. Forse il problema è che sappiamo che il sangue c’è ma non vogliamo vederlo. È molto ipocrita.”

D’altra parte bisogna anche ricordare che l’artista viennese ha già messo in scena questo tipo di performance molte altre volte prima, a partire dagli anni sessanta agli esordi della sua carriera. “è come tornare indietro di cinquanta anni. Invece di fare passi avanti, andiamo indietro”.

Petizioni e “contro petizioni”

In ogni caso il dibattito attorno alla figura di Nitsch e alla sua opera è aperto, e il luogo della contesa è il Web. Mentre le associazioni animaliste lanciano petizioni per impedire l’apertura della Mostra a Palermo, il mondo dell’arte si schiera dalla parte dell’artista indicendo “contro-petizioni”, a favore della libertà di espressione e contro l’ipocrisia del senso comune contemporaneo. A favore dell’artista viennese si sono pronunciati grandi nomi dell’arte italiana come il critico, accademico, saggista, curatore Achille Bonito Oliva che qualche giorno fa ha dichiarato a Repubblica:  “Hermann Nitsch esorcizza la realtà e la violenza, la sua opera è sublime e irripetibile […]Non c’è nulla di scandaloso nel lavoro di Nitsch, chi dice questo non lo conosce. Ed è facile prendere posizione contro un artista che non si conosce. La sua arte è un massaggio del muscolo atrofizzato della sensibilità del pubblico. Una sensibilità ormai addomesticata dalla televisione.”

Capire dove è il giusto, come sempre è difficile. Se da un lato, si pensa all’importanza di preservare la libertà di espressione di un artista, impossibile non pensare che, ad oggi, esiste una Dichiarazione universale dei diritti degli animali, voluta dell’Unesco nel 1978. L’articolo 10 della Dichiarazione recita così: “Le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano gli animali sono incompatibili con la dignità dell’animale”. Ai posteri l’ardua sentenza.

 

Credits

Hermann Nitsch. Azionismo pittorico – eccesso e sensualità, 2014 – 2016, © Fondazione Morra/Museo Nitsch, Foto di Amedeo Benestante