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Rifiuti, la multa della Ue e la battaglia per la dignità dei campani

Condannata a pagare 20 milioni di euro più una penalità di 120.000 euro per ciascun giorno di ritardo. Questa – è notizia di ieri – la multa inflitta all’Italia dalla Ue per l’emergenza rifiuti in Campania. Il governatore Vincenzo De Luca ha subito preso la palla al balzo per una assunzione di impegno: “Sono al lavoro per risolvere il problema e recuperare la dignità. Vengono fuori – ha aggiunto – i nodi di questi 5 anni di gestione”.

Aldilà dell’inevitabile balzello di responsabilità, l’unico dato nuovo che emerge, è che si parli di recupero della dignità. Quella del popolo campano, mortificata da una irrisolta, e ormai cronica, cattiva gestione dei rifiuti.

Per il resto non ci sono novità, nulla è cambiato dopo la crisi dei rifiuti scoppiata nel 2007, tutto è rimasto uguale.Ignorata la direttiva europea relativa ai rifiuti, recepita dall’Italia nel 2006, che ha l’obiettivo di proteggere la salute umana e l’ambiente. E una precedente sentenza della Corte di giustizia Ue, risalente al 2010, secondo la quale l’Italia non aveva rispettato gli obblighi della direttiva.

Per la classe politica italiana è arrivato, dunque, l’ennesimo schiaffo. In una nota diffusa dalla Corte Ue, si sottolinea come “gli Stati membri abbiano il compito di assicurare lo smaltimento e il recupero dei rifiuti, nonché di limitare la loro produzione, in particolare promuovendo tecnologie pulite e prodotti riciclabili e riutilizzabili”.

Non resta che confidare nei nuovi vertici della Regione, affinché possano porre fine a questo scempio.

Brunella Savarese