Don Maurizio: c’è il rischio di tensioni sociali incontrollabili

Terra dei fuochi roghi tossici

Terra dei fuochi roghi tossici

Nell’indifferenza generale la “Terra dei fuochi” continua a bruciare, con il suo carico di veleni, morte e disperazione. “Terra dei fuochi”. Tutti ne parlano e nessuno fa nulla. Manifestazioni, sopralluoghi istituzionali, convegni, flash mob, selfie di improbabili testimonial e chi più ne ha più ne metta.

In questa caldissima mattinata di fine luglio, don Maurizio Patriciello, parroco di frontiera, (ma guai a chiamarlo così, si arrabbia e non poco) è già in piena attività. “Sto scappando, ho il taxi che mi aspetta, devo correre a Napoli”. Noi lo inseguiamo.

Don Maurizio, perchè ha scritto al Presidente del Consiglio Matteo Renzi?

Perchè quando era solo il segretario del PD ci promise che sarebbe venuto a vedere di persona cosa accadeva dalle nostre parti. Lo stiamo aspettando. Se è per questo ho scritto anche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. I roghi tossici continuano a bruciare  e nessuno affronta il problema alla radice e così ci prendiamo solo in giro.

In che senso?

Nel senso che si continua a pensare e ad agire come se i responsabili di questa situazione fossero i cittadini irresponsabili oppure i comuni incapaci di gestire il ciclo dei rifiuti, magari i rom e gli extracomunitari. Si fa finta di non capire che questi ultimi sono solo la manovalanza spicciola delle aziende che producono in regime di totale evasione fiscale e, dunque, smaltiscono così tonnellate e tonnellate di solventi, vernici e scarti di lavorazione. La vera battaglia va fatta contro questo fenomeno di evasione che ha come tragica conseguenza l’avvelenamento dei territori.

E nel frattempo? 

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Don Maurizio Patriciello nella Terra dei fuochi

Nel frattempo la mia gente affronta l’ennesima caldissima estate con porte e finestre spalancate, dovendo scegliere se morire di calore o per i veleni che si propagano nell’aria. Anziani, ammalati, famiglie indigenti, costrette a rimanere in casa, vittime di quella che sembra essere una vera e propria maledizione, uno scempio senza fine.

Papa Francesco a Napoli le ha parlato, cosa vi siete detti?

Avevamo inviato al Papa oltre 80.000 cartoline con i volti delle persone, tanti bambini, morti a causa delle patologie tumorali che in quest’area sono un flagello. A Napoli ero con il cardinale Crescenzio Sepe che ha fermato il Pontefice per segnalare la mia presenza. Francesco mi ha guardato con tenerezza immensa ed ha esclamato: “Continuate, continuate”. “Dovete proseguire nell’ impegno per difendere la salute e la dignità delle persone di questa terra”. Una battaglia che io porterò avanti come ho sempre fatto, con il dialogo e la preghiera. Anche se questo mi è costato molto.

Perchè Le è costato tanto?

Perchè spesso mi trovo a dover riprendere anche i rappresentanti dei comitati cittadini che stanno perdendo la pazienza e mi accusano di essere troppo accomodante con i rappresentanti delle istituzioni. Io li capisco. Anna Magri, una giovane mamma, pochi giorni fa ha perso il suo figlioletto di due anni. I Ministri, i Parlamentari non possono più far finta di non vedere queste tragedie. Ma fin quando ci sarò io, la violenza non troverà mai posto. Continuerò a condurre la mia battaglia con la preghiera e con il dialogo, le uniche armi di cui dispongo.

Francesco Licastro