Un giorno avremo orti sulla Luna

Un giorno avremo orti sulla Luna

Il mondo dell’agricoltura è cambiato e guarda non più alla terra ma allo spazio. E’ questa la “missione” che BioPic, un’azienda italiana, sta portando avanti, ovvero impiantare orti sulla Luna o su Marte, che potrebbe presto diventare una realtà. Un’idea che nasce dalla necessità di trovare un nuovo modo di produrre cibo, un modo sostenibile e che si discosti dalle classiche, ed ormai superate, colture idroponiche. L’idea degli orti sulla Luna e su Marte non è una novità, soprattutto per il cinema, sceneggiature come  Il sopravvissuto – The Martian”, di Ridley Scott, o quella di “Interstellar”, diretto da Christopher Nolan, hanno messo in forte correlazione la penuria di cibo sulla terra con la necessità di guardare allo spazio per costruire un futuro per la razza umana. BioPic ha deciso di iniziare questa sperimentazione per rivoluzionare il modo di produrre; terreni come quello lunare o marziano sono ospitali per la creazione di nuove colture, questo grazie all’abbinamento delle specificità dei terreni con un’irraggiamento artificiale, con lampade a LED, che permette la crescita della vita anche in luoghi così ostili.

il sogno degli orti sulla Luna

il sogno degli orti sulla Luna

Renato Reggiani, presidente di BioPic srl, ha spiegato: “L’AgriSpace e la ricerca sull’agricoltura spaziale avranno, e nel nostro caso già hanno, grandi ricadute sul modo in cui produrremo il cibo nei prossimi anni, BioPic Ort, utilizza il calore domestico per far crescere un mini orto in salotto, grazie alle luci a Led e al sistema di semina semplificato e potenziato naturalmente, lo stesso che abbiamo sviluppato ed usato nei test di germinabilità su simulazioni di terreni lunari e marziani”. Le parole di Renato Reggiani dimostrano come le sperimentazioni per gli orti sulla Luna e su Marte siano realmente utili per cambiare anche il nostro approccio verso la produzione agricola; sistemi di germinabilità semplificati, abbinati ad un’utilizzo puntuale delle lampade ci permetteranno di poter coltivare dei prodotti anche direttamente dentro casa, superando anche il limite orto sul balcone, pratica che comunque non andrebbe abbandonata, rendendo più semplice l’autoproduzione nell’ottica di una maggiore sostenibilità.