Negli Usa, mezzo miliardo di pannelli solari installati entro 2021

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Hillary Clinton

Della lotta al cambiamento climatico, Hillary Clinton, ne fa uno dei punti cardini del suo programma di governo. La candidata per i democratici alla presidenza degli Stati Uniti, intende puntare con passo deciso alla produzione di energia pulita in tutto il Paese. Con la promessa di installare mezzo miliardo di pannelli solari entro il 2021, così da ottenere un incremento del fotovoltaico del 700 per cento rispetto agli impianti, e di produrre, entro 10 anni, abbastanza energia rinnovabile da poter  alimentare ogni abitazione americana.

“Voglio più eolico, più solare, più biocombustibili avanzati, più efficienza”, ha spiegato la Clinton nel presentare il suo piano energetico durante una iniziativa ad Ames, nello Iowa. Attraverso la “transizione da un consumo prevalente di carburanti fossili, ad una economia prevalentemente pulita e rinnovabile”. Il passaggio alle energie rinnovabili avverrebbe, in parte, attraverso incentivi e sgravi fiscali.

Tuttavia, i buoni propositi della candidata alle presidenziali Usa, che già nel suo primo comizio a New York aveva promesso di far diventare gli Stati Uniti “la superpotenza energetica pulita del XXI secolo” non tranquillizzano gli ambientalisti, che le rimproverano di aver appoggiato la contestatissima Keystone XL Pipeline, che dovrebbe portare il petrolio più sporco del mondo, quello delle sabbie bituminose del Canada, fino alle raffinerie del Texas, tagliando in due gli Usa. E ancora, di aver sostenuto il fracking (discussa e violenta tecnica per il suolo, che prevede la fratturazione idraulica della roccia) per l’estrazione dello shale gas. Un gas naturale che si trova intrappolato in alcune tipologie di rocce presenti nel sottosuolo.

Brunella Savarese