Il presidente dell'Anmil, Franco Bettoni

Il presidente dell’Anmil, Franco Bettoni

“Mentre piangiamo con le famiglie che hanno perduto i loro cari nell’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio Bruscella per la strage più grave dell’ultimo trentennio, chiediamo a tutti i media di non far calare il velo dell’oblio su questa strage, che a differenza di altre non vede coinvolti né alti dirigenti di grandi imprese né grandi gruppi industriali, affinché tutti possano meglio riflettere su quali sono le conseguenze e quanto ognuno può fare perché non si muoia più a causa del lavoro”. A parlare è il Presidente Anmil, Franco Bettoni che aggiunge: “Valutare e approfondire perché accadano certi incidenti, nonostante la nostra sia oggi una tra le più moderne e complete normative in materia di sicurezza, è di importanza fondamentale, perché si può capire cosa è stato trascurato e quali comportamenti hanno causato infortuni sempre prevedibili ed evitabili”.

“Troppe volte si finge di non vedere, si tralascia l’osservanza di quelle regole che vengono ritenute un costo e non un investimento – ribadisce Bettoni – come confermano, peraltro, i dati diffusi dal Ministero del Lavoro lo scorso febbraiosull’attività di vigilanza dello stesso Ministero, INPS ed INAIL nel 2014, da cui è emerso che delle 221.476 aziende ispezionate, sono risultate irregolari oltre la metà, ben 142.132, ovvero il 64,1%; mentre i lavoratori totalmente in nero sono risultati 77.387, quindi il 42,6% dei 181.629 irregolari! Dati che purtroppo ricevono solo poche righe di attenzione e non scandalizzano nessuno, anziché diventare una dimostrazione di quanto poco si tenga in considerazione il rispetto dei lavoratori”.

“Questa ennesima strage e il dolore di queste famiglie non possono non turbare la coscienza comune – conclude Bettoni – poiché il sacrificio sul lavoro, la morte, la sofferenza dei lavoratori e dei loro familiari deve servire a salvare altre vite, mantenendo forte l’osservazione degli organi competenti puntando sulla continua informazione per una maggiore attenzione dell’opinione pubblica. L’importante è non far calare silenzi di comodo, che passano per forme di rispetto, per manifestazioni di pietà e di compassione. Il miglior modo per onorare la strage dei caduti sul lavoro è di parlarne a lungo, di lottare affinché le vittime non siano dimenticate, fino a quando non saranno scoperte le cause e corretti gli errori di tutti, di chi ha agito e di chi ha lasciato agire, senza prevedere i dovuti interventi a livello legislativo e amministrativo”.

Di qui l’appello al Ministro Poletti: serve “una immediata e più incisiva azione ispettiva coordinata, che faccia mettere la sicurezza sul lavoro tra le priorità del risanamento dell’economia del Paese e non venga vista dalle imprese una spesa che ne affatica e rallenta l’uscita dalla crisi – conclude il Presidente Bettoni – mentre una campagna di sensibilizzazione e sostegno alle imprese che operano in sicurezza sarà utile a far sì che la prevenzione diventi un obiettivo strategico e un punto di forza che ne migliora la competitività”.