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Gobbo rugginoso

I nostri amici alati trovano in Europa un approdo sempre più sicuro. Ad affermarlo è uno studio condotto dalle associazioni Royal Society for Protection of Birds e BirdLife International insieme all’università inglese di Durham, pubblicato sulla rivista scientifica ‘Conservation letters’.

 

Una buona notizia, dunque, per gli amanti degli uccelli e una conferma dell’importanza che riveste la direttiva europea “Uccelli” per la tutela della biodiversità nel “vecchio continente”. L’appello rivolto alla commissione europea da parte di numerose associazioni ambientaliste, trova così ulteriore riscontro scientifico sull’importanza di investire sulla tutela dell’ambiente e dei preziosi habitat del nostro continente.

196700“Abbiamo analizzato le informazioni su tutte le specie di uccelli che nidificano nell’Unione europea. I nostri risultati confermano che le specie con il più alto livello di protezione ai sensi della direttiva Uccelli hanno più probabilità di veder crescere le popolazioni, e questi risultati sono più evidenti nei Paesi che sono membri dell’Ue da più tempo”, ha detto  Fiona Sanderson, autrice principale dello studio.

Le misure di conservazione hanno portato a un aumento delle popolazioni di specie protette come il pellicano crespo, la gru cenerina, l’aquila di mare e il gobbo rugginoso. Del pellicano crespo, vicino all’estinzione in Europa nel corso del XX secolo a causa della perdita di habitat e della collisione con le linee elettriche, oggi si contato oltre 2.500 coppie nidificanti, il quintuplo rispetto a qualche decennio fa. Di esemplari di gobbo rugginoso ce n’erano solo 22 nel 1977 per via della distruzione delle zone umide, ma attualmente la cifra è salita a oltre 2mila. Un risultato straordinario che premia lo sforzo dei tecnici, degli appassionati e delle associazioni ecologiste di tutta Europa.

Francesco Licastro