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Goletta dei laghi

Oltre 40 iniziative, 9 regioni attraversate, 102 punti campionati, lungo tutto lo Stivale in stretta collaborazione con gli attivi circoli locali. Iniziata il 12 giugno, dopo poco più di un mese si è conclusa la decima edizione della Goletta dei Laghi, la campagna nazionale di Legambiente per la tutela dei bacini lacustri italiani realizzata in collaborazione con il Consorzio Obbligatorio Oli Usati e Novamont.

“Per il decimo anno consecutivo – spiega Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente – ci troviamo a sottolineare e denunciare con forza le carenze nel settore depurativo italiano e la presenza di scarichi abusivi e non trattati, come dimostrano ancora una volta i risultati del monitoraggio scientifico del laboratorio mobile di Legambiente, con il 50% dei campioni risultati inquinati. Le conseguenze oltre che ambientali, sono anche economiche: rischiamo, infatti, di dover pagare pesanti sanzioni per le procedure d’infrazione avviate per il mancato rispetto delle direttive europee. Ci sono però numerose esperienze positive, di corretta gestione dei laghi e dei loro territori, emerse in questo mese. Segnali di risveglio che Goletta dei Laghi ha messo al centro della sua azione, che rappresentano solidi punti di partenza: il Trasimeno in Umbria è certamente fra questi”.

La Trinacria, tra le altre cose, anche quest’anno ha ricevuto la Bandiera Nera da parte dell’equipaggio del Cigno Azzurro, non avendo ancora applicato – per il 15° anno – le norme a tutela delle acque interne. Legambiente ha ricevuto rassicurazioni in merito dal nuovo assessore all’Ambiente, ma l’attenzione non sarà abbassata nemmeno per un attimo. In Lombardia, il Ceresio – che per il lato svizzero è noto come Lugano – è un bacino da anni falcidiato dagli scarichi non correttamente depurati e forse anche da scarichi abusivi. Nel Lazio le criticità che affliggono Bracciano e Bolsena sono legate in particolar modo ad un sistema di collettamento insufficiente, se non addirittura insufficiente , che rende sofferenti alcune foci, appesantite dagli scarichi provenienti più dai comuni dell’entroterra che da quelli rivieraschi. Una problematica molto comune in tutti i bacini italiani, come per esempio sull’Iseo. Per il Sebino, infatti, il Cigno Azzurro chiede un maggior impegno da parte della Comunità di Valle Camonica, affinché il carico all’interno del fiume Oglio sia diminuito.

Carmine Alboretti