E’ la denuncia di “Etichetta furbetta” l’indagine realizzata da Legambiente e MdC

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Elettrodomestici non a norma: uno su 4 venduto senza etichetta energetica

Si otterrebbe una riduzione annuale di emissioni di Co2 equivalente a circa 500 milioni di tonnellate (l’1,5 per cento delle emissioni mondiali), con un risparmio di quasi 400 euro a famiglia sui consumi energetici, se l’ etichetta che accompagnasse gli elettrodomestici riportasse informazioni veritiere e venissero correttamente applicate le direttive Ecodesign ed Etichetta Energetica. Ma in termini di efficienza, i consumi di alcuni prodotti non corrispondono ai dati riportati sull’etichetta e, altri addirittura sono privi di indicazioni energetiche.

“Etichetta furbetta”, l’indagine realizzata da Legambiente in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino fa emergere il dato. Dal controllo effettuato tra negozi fisici e negozi online, solo il 74 per cento dei prodotti è risultato dotato di un’etichetta energetica corretta. Dunque, in Italia un prodotto su 4 risulta venduto senza etichetta o con l’etichetta menzognera.

Nei negozi specializzati in elettrodomestici ed elettronica, nei megastore dedicati all’arredamento e nei supermercati di Campania, Lazio, Emilia Romagna e Veneto si sono concentrati i controlli effettuati da Legambiente e MdC , che hanno attribuito ai negozi d’arredamento, con il 53 per cento, il più alto tasso di non conformità.

I condizionatori d’aria, oltre ad essere risultati gli elettrodomestici con la minore percentuale di conformità insieme ai forni, risultano inoltre, essere tra quelli dove è stata più facilmente riscontrata la mancanza di etichetta energetica unitamente agli aspirapolvere.

Brunella Savarese