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Tagli alla sanità

Tagli… tagli… tagli…  è il leitmotiv che accompagna da tempo la Sanità. E’ di quest’ultime ore la decisione di contenere le spese sanitarie. A partire dal 2015 è prevista una riduzione dei trasferimenti per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale pari a 2.352 milioni di euro, con tagli previsti alla spesa per l’acquisto di forniture e servizi sanitari e per componenti medicali.   Il Ministro della Salute Lorenzin preferisce parlare di “risparmi” che verranno dallo stop a visite e analisi considerate inutili e dall’avvio della centrale unica di acquisti.

Un intesa che ha provocato una vasta protesta «I tagli in Sanità, nonostante alcune rassicurazioni di facciata, mettono a serio rischio la sostenibilità del Sistema sanitario e l’accesso dei cittadini alle cure»: è con forte preoccupazione che la Fnomceo guarda ai provvedimenti sulla Sanità contenuti nel “Maxiemendamento Enti Locali”, approvato ieri dal Senato, e a quelli preannunciati dal Commissario alla Spending Review, Yoram Gutgeld. E si appella direttamente al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, chiedendogli, «al di là dell’enunciazione di luoghi comuni in materia sanitaria, una chiara assunzione di responsabilità, di fronte a tutti i cittadini, su quali impegni intenda assumersi nel campo della tutela della salute». Per lo SMI la manovra del governo è puro populismo e Pina Onotri  segretario SMI dice “Inappropriati siete voi: Si attacchino gli sprechi della mala politica nelle Regioni, invece di minacciare i medici sui presunti eccessi nelle prescrizioni  per i pazienti. Invece di tagliare così la prevenzione e le cure per i cittadini”.

 Forse una diminuzione  delle ricette potrebbe essere anche giusto, ma qual è il principio per cui si può definire  “al di fuori delle condizioni di erogabilità”   una prestazione specialistica richiesta da un medico ad un paziente ? 

Rosario Elia