L’appello del numero uno dell’Associazione nazionale commercialisti da Pisa a governo e parlamento per accogliere le istanze che sarebbero più efficaci limitando i disagi per imprese e addetti ai lavori

 

PISA – “Chiediamo attenzione particolare sulla fatturazione elettronica: il paese deve essere messo in sicurezza sul trattamento dei dati. Non possiamo mettere a repentaglio l’intero sistema economico e le risposte del ministro Tria e del governo non ci soddisfano. Se il governo non accoglierà le istanze dei professionisti siamo pronti a tornare in piazza e a lanciare una class action”. Lo ha detto Marco Cuchel, presidente dell’Associazione nazionale Commercialisti (Anc) aprendo il forum “Obiettivo Futuro: Professioni, Politica e Istituzioni a confronto per la tutela del cittadino che si è svolto a Pisa.

Pronta la risposta del governo con il sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone: “Ci impegniamo ad ascoltare le istanze dei professionisti e degli Ordini professionali: già il 27 novembre sarà convocato un tavolo con gli ordini per parlare di equo compenso per valorizzare gli studi. L’impegno è anche per una nuova legge per tutti gli ordini professionali, che è certamente gravoso e ambizioso, ma credo ci siano le condizioni per un ottimo risultato”.

Luigi Pagliuca, presidente della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, ha sottolineato “come ancora una volta sotto elezioni qualcuno inizia ad ipotizzare una fusione tra Cassa dottori e Cassa ragionieri: da parte nostra non c’è nessun interesse, ognuno pensi alla propria sostenibilità. Ritengo buona invece l’ipotesi di costituire una rete di salvataggio che coinvolga tutti gli enti di previdenza privatizzati”.

“Coinvolgere i professionisti per un confronto costruttivo è fondamentale: portano un contributo di idee e di proposte, in quanto persone che vivono sul campo”, ha evidenziato Cosimo Maria Ferri, componente della Commissione Giustizia della Camera. “D’altra parte, quando fai le leggi devi tener conto degli effetti e il professionista è vicino al cittadino, con lui c’è un rapporto di fiducia, di conseguenza è necessario siano coinvolti per la bontà del provvedimento. Poi magari non ti trovi sempre su posizioni simili ma il confronto è importante”.

In conclusione, per l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, “l’architettura della legge di bilancio è fragile, non credo arriveremo all’1,5% previsto come tasso di sviluppo e penso che sfonderemo il rapporto del 2,4% tra deficit e pil. Le risorse messe per pensioni e reddito cittadinanza sono insufficienti per gli obiettivi che il governo vorrebbe raggiungere”.